Chi ha un giardino, un cortile o un piccolo spazio verde da sistemare scopre quasi subito una verità semplice: la qualità del risultato finale dipende da ciò che non si vede. Un prato che resta fradicio dopo ogni pioggia, una pavimentazione che si abbassa in un punto, un vialetto che porta l’acqua contro il muro di casa: nella grande maggioranza dei casi la causa sta nella preparazione del terreno, non nei materiali scelti per la finitura. Il livellamento del terreno in giardino a Torino è il passaggio che decide se un’area esterna resterà ordinata e funzionale per vent’anni oppure richiederà correzioni dopo la prima stagione.
In questa guida spieghiamo, in modo concreto e senza tecnicismi inutili, come si prepara un terreno prima della posa di prato, pavimentazioni, aiuole, recinzioni o strutture leggere. Parleremo di cosa significa davvero livellare, di come si leggono le pendenze, delle fasi di lavoro, dei mezzi che servono nei cortili stretti tipici di Torino e della sua collina, degli errori che si vedono più spesso in cantiere e di quando conviene affidarsi a un’impresa. Troverete anche una sezione di domande frequenti, pensata per rispondere ai dubbi che i proprietari ci pongono durante i sopralluoghi.
Perché il livellamento del terreno è la base di ogni lavoro esterno
Un terreno naturale non è mai perfettamente piano. Presenta avvallamenti, dossi, zone dove il materiale è stato compattato dal passaggio dei mezzi di cantiere e zone dove, al contrario, è rimasto soffice e ricco di vuoti. Se si posa un prato o una pavimentazione senza correggere queste irregolarità, il terreno continuerà ad assestarsi nel tempo, e ogni cedimento si trasformerà in una pozzanghera, in una crepa o in una fuga che si apre.
Livellare non significa rendere il terreno orizzontale come un tavolo. Anzi, un giardino perfettamente piatto è quasi sempre un errore, perché l’acqua piovana deve avere una direzione precisa in cui scorrere. Livellare significa dare al terreno una forma voluta: una superficie regolare, con pendenze leggere e costanti verso i punti di scolo, un fondo compatto dove serve portanza e un fondo soffice dove devono crescere le radici. È un lavoro di precisione, che richiede misure, esperienza e mezzi adatti alle dimensioni dell’area.
Nel nostro lavoro quotidiano vediamo che il livellamento viene spesso sottovalutato perché sembra un’operazione banale: qualche passata di ruspa e il gioco è fatto. In realtà è la fase in cui si decidono il comportamento dell’acqua, la tenuta delle opere future e persino la sicurezza di chi cammina sull’area. Per questo vale la pena dedicarvi tempo e budget in modo consapevole.
Le cause più frequenti di terreni irregolari nei giardini torinesi
Capire perché un terreno è irregolare aiuta a scegliere l’intervento corretto. A Torino e nei comuni della cintura le situazioni ricorrenti sono diverse, e dipendono sia dalla storia dell’edificio sia dalla natura del suolo.
Residui di cantiere e riporti non controllati
Nei giardini di case ristrutturate o costruite in passato è molto comune trovare riporti di materiale: macerie interrate, terra di scavo scaricata in modo disordinato, strati di ghiaia e sabbia alternati a terra vegetale. Questi materiali hanno caratteristiche diverse e si assestano in tempi diversi. Un lavoro di livellamento serio parte quindi sempre da un’esplorazione del terreno, con piccoli saggi, per capire cosa c’è sotto la superficie.
Assestamenti naturali e ristagni d’acqua
Il terreno argilloso, diffuso in molte zone della pianura torinese, trattiene l’acqua e si gonfia o si ritira a seconda dell’umidità. Dopo qualche anno compaiono avvallamenti dove l’acqua si ferma. Quando il problema è questo, il solo livellamento non basta: bisogna ragionare anche sul sistema di scolo, ad esempio con drenaggi e canalette, tema che affrontiamo nella nostra attività dedicata a cortili, giardini, recinzioni e drenaggi.
Passaggio di mezzi e compattazione eccessiva
Dopo un cantiere, il terreno intorno alla casa è spesso compattato in modo disomogeneo dal passaggio di camion e betoniere. Un suolo troppo compatto impedisce alle radici di svilupparsi e all’acqua di infiltrarsi. In questi casi si deve lavorare in profondità, sciogliere gli strati duri e riportare il terreno a una struttura più accogliente prima di qualsiasi semina.
Pendenze originarie del lotto
Molti giardini torinesi, soprattutto sulla collina, nascono in pendenza. Non sempre è un difetto da eliminare: a volte conviene assecondare la pendenza esistente e usarla per far scorrere l’acqua, mentre in altri casi serve creare terrazzamenti o piani distinti per rendere l’area utilizzabile. Su questo ci soffermeremo più avanti.
Prima di muovere la terra: sopralluogo e rilievo dell’area
Ogni lavoro ben fatto inizia da un sopralluogo. Prima di mettere in moto un mezzo è necessario capire quali sono i vincoli e gli obiettivi dell’intervento. Durante la visita si osservano la forma del lotto, la posizione degli edifici, gli accessi disponibili per i mezzi, la presenza di alberi, muretti, recinzioni, pozzetti e tubazioni a vista, e soprattutto il modo in cui l’acqua si comporta quando piove. Per questo il sopralluogo e i lavori preliminari sono il primo passo che consigliamo a chiunque stia pianificando un intervento esterno.
Il rilievo serve a stabilire le quote. Con strumenti semplici, come un livello laser o un livello ottico, si misurano le differenze di altezza tra i vari punti del giardino e si definiscono le quote finali. Si decide da quale punto partire, quanta terra va asportata dalle zone alte e quanta va riportata in quelle basse. Un buon progetto di livellamento cerca di bilanciare scavi e riporti, per ridurre al minimo il materiale da portare via o da acquistare, con evidenti vantaggi su tempi e costi.
Un altro aspetto da verificare riguarda i sottoservizi. Cavi elettrici, tubi dell’acqua, condotte del gas, scarichi e pozzetti possono essere presenti a poca profondità. Prima di scavare è importante individuarli, chiedere eventuali planimetrie al proprietario o all’amministratore e procedere con cautela dove non c’è certezza. Rompere un tubo durante un livellamento è un imprevisto che si evita con un minimo di attenzione preventiva.
Infine, si valutano eventuali autorizzazioni. Per semplici sistemazioni di un giardino privato di norma non servono pratiche complesse, ma se l’intervento modifica in modo significativo le quote, interessa muri di sostegno, aree vincolate o terreni in forte pendenza, è bene informarsi presso il Comune e, se serve, coinvolgere un tecnico abilitato. In questi casi un’impresa seria vi indirizza verso le verifiche corrette anziché ignorare il problema.
Le fasi del livellamento, passo dopo passo
Il lavoro di preparazione del terreno segue una sequenza logica. Cambiano i tempi e i mezzi a seconda delle dimensioni dell’area, ma i passaggi sono sostanzialmente gli stessi.
1. Pulizia e rimozione degli ostacoli
Si parte liberando l’area da ciò che disturba: vecchie recinzioni, pietre affioranti, ceppi, radici, resti di pavimentazioni, sterpaglie e materiali di scarto. Quando ci sono elementi da abbattere, come vecchi muretti, cordoli o piccoli manufatti, entrano in gioco le demolizioni e rimozioni, che vanno eseguite con ordine e con un corretto smaltimento dei materiali. Lasciare residui nel terreno è una delle cause principali di cedimenti futuri.
2. Asportazione dello strato vegetale
Lo strato superficiale, ricco di sostanza organica, si asporta e si accantona separatamente. È una risorsa preziosa: una volta completata la sistemazione del sottofondo, verrà ridistribuito in superficie per ottenere un buon letto di semina. Mescolare terra vegetale e materiale di scavo profondo è un errore da evitare, perché si perde fertilità e si ottengono superfici instabili.
3. Scavi e riporti per raggiungere le quote
Con il miniescavatore o con una minipala si abbassano le zone alte e si riempiono quelle basse, procedendo per strati successivi. Il materiale di riporto non va semplicemente buttato e lasciato: si stende a strati di spessore contenuto e si compatta man mano, in modo che il terreno si assesti subito e non nei mesi successivi. È il punto in cui l’esperienza dell’operatore fa la differenza, perché serve sensibilità nel capire quanta compattazione dare a seconda dell’uso finale dell’area.
4. Definizione delle pendenze
Le pendenze si controllano con strumenti di misura, non a occhio. Per i prati e le aree verdi sono sufficienti pendenze molto dolci, sufficienti a far defluire l’acqua senza erosione. Per pavimentazioni e vialetti si adottano in genere pendenze leggere ma costanti, sempre orientate lontano dai muri dell’edificio. Un errore classico è rovesciare la pendenza verso la casa: l’acqua si accumula contro le pareti e porta con sé umidità e problemi di infiltrazione.
5. Compattazione e controllo finale
Dove l’area sarà destinata a pavimentazione, parcheggio, camminamenti o strutture, il fondo viene compattato con piastre vibranti o rulli adeguati. Dove invece verrà seminato un prato, si evita di compattare troppo la parte superficiale. Alla fine si ricontrolla il piano con il livello e si correggono i difetti residui.
6. Rifinitura con terra vegetale e preparazione della semina
Per i prati si ridistribuisce la terra vegetale in uno strato regolare, si rastrella a mano per togliere sassi e radici affioranti, si integra con ammendanti, se necessario, e si rifinisce la superficie. Solo a questo punto il terreno è pronto per la semina o per la posa di zolle.
Mezzi e attrezzature: perché nei cortili torinesi contano le dimensioni
Molti giardini e cortili di Torino hanno accessi ristretti: passaggi carrai di larghezza limitata, androni, scale, cancelli stretti. I grandi escavatori non ci passano e, anche quando ci passano, danneggerebbero pavimentazioni e alberi esistenti. Per questo il movimento terra con piccoli mezzi è la soluzione più adatta alle aree residenziali e ai piccoli cantieri.
I miniescavatori hanno dimensioni contenute, passano da aperture di poco più di un metro, e consentono di scavare con precisione anche vicino a muri e fondazioni. Le minipale permettono di spostare terra e inerti in spazi ridotti. Le piastre vibranti e i piccoli rulli compattano il fondo senza richiedere grandi manovre. Dove nemmeno questi mezzi possono arrivare, si procede con attrezzi manuali, carriole e personale, perché la qualità dell’esecuzione non può dipendere solo dal mezzo.
Un buon operatore sa anche proteggere ciò che c’è intorno: pone tavole o lastre sotto i cingoli quando serve, evita di danneggiare radici di alberi pregiati, fa attenzione ai muretti e alle recinzioni dei confinanti. In ambito urbano il rispetto degli spazi altrui è parte integrante del lavoro.
Livellamento in collina e su terreni in pendenza
Torino ha la fortuna di avere una collina ricca di ville e giardini, ma anche la sfida di lavorare su terreni inclinati. Quando la pendenza è marcata, il semplice livellamento può non bastare, e occorre ragionare su soluzioni più articolate.
La prima domanda è se si vuole mantenere la pendenza o ridurla. Mantenerla significa curare soprattutto il deflusso dell’acqua, con canalette, fossi di guardia e punti di raccolta, per evitare che l’acqua scavi solchi nel terreno o scenda verso la casa. Ridurla significa creare gradoni o terrazzamenti, sostenuti da muri o da scarpate inerbite, con piani utilizzabili per giochi, orto, zona relax o parcheggio.
Su terreni in pendenza il rischio di erosione e di scivolamenti va preso sul serio. Un livellamento fatto senza criterio, con riporti non compattati o senza opere di sostegno, può cedere dopo piogge intense. Se i muri di sostegno superano certe altezze o se l’area è vicina a edifici e strade, serve il parere di un tecnico. Un’impresa esperta riconosce questi limiti e li segnala in anticipo, anziché improvvisare soluzioni fragili.
Materiali di riporto e sottofondi: cosa mettere sotto cosa
Non tutta la terra è uguale e non tutto va bene per ogni scopo. Scegliere correttamente i materiali è altrettanto importante delle lavorazioni in sé. Di seguito un confronto tra le soluzioni più usate, con pro e contro.
Terra vegetale
È ideale per l’ultimo strato, quello dove vivrà il prato o dove si pianteranno aiuole e siepi. Ha struttura soffice e buona fertilità, ma non va mai usata come riempimento profondo: si assesta molto nel tempo e, sotto una pavimentazione, causerebbe cedimenti. Va controllata la provenienza, per evitare terre con semi di infestanti o residui di lavorazioni.
Misto stabilizzato e ghiaie
Per le aree che devono sopportare carichi, come vialetti, parcheggi o fondi di pavimentazione, si usano misti granulari ben compattabili. Hanno ottima portanza e buona permeabilità, e non trattengono acqua. Il limite è che non sono adatti alla crescita delle piante e richiedono un lavoro di compattazione accurato a strati.
Sabbia
Serve come letto di posa sotto alcune pavimentazioni autobloccanti o come correttivo in terreni molto pesanti. Da sola non garantisce stabilità: va sempre abbinata a uno strato di fondazione adeguato.
Sottofondi in calcestruzzo
Quando l’area esterna deve sopportare carichi importanti o garantire superfici molto regolari, come per un posto auto, una rampa o un piano d’appoggio per strutture, si ricorre a platee o sottofondi in calcestruzzo. Per questo tipo di soluzioni rimandiamo alla nostra attività di calcestruzzo e sottofondi, dove si lavora con spessori, armature e giunti studiati caso per caso.
Geotessili e teli separatori
Sono fogli di tessuto che si pongono tra strati diversi per evitare che si mescolino, ad esempio tra terreno naturale e ghiaia. Aiutano a mantenere la stabilità nel tempo e a conservare le capacità drenanti degli strati sovrastanti. Non sono sempre necessari, ma in terreni argillosi e instabili fanno una grande differenza.
Acqua e drenaggio: il livellamento che previene i ristagni
Se c’è un tema che accompagna ogni lavoro sul terreno, è l’acqua. Un giardino ben livellato è prima di tutto un giardino che smaltisce correttamente la pioggia. Le regole di base sono semplici da enunciare, anche se richiedono cura nell’esecuzione.
La prima regola è allontanare l’acqua dalle costruzioni. Il terreno nei pressi della casa deve scendere, anche di poco, in direzione opposta alle pareti. La seconda è evitare che l’acqua si fermi in superficie: i punti più bassi dell’area vanno collegati a una via di scarico, che sia una canaletta, un pozzetto, una zona di dispersione o un fosso. La terza è non sovraccaricare il terreno: dove l’argilla impedisce l’infiltrazione, serve un sistema drenante che raccolga e porti via l’acqua in eccesso, con tubazioni forate, ghiaia e geotessile.
Un errore frequente è pensare al drenaggio come a un’aggiunta da fare dopo, se il problema compare. In realtà conviene prevederlo durante il livellamento, quando il terreno è già aperto e scavare una trincea costa poco. Una volta completati prato e pavimentazione, rimediare significa tornare a rompere e rifare.
Cosa succede dopo: prato, pavimentazione, aiuole e strutture
La preparazione del terreno cambia leggermente a seconda di ciò che verrà realizzato sopra. Conoscere in anticipo l’uso finale permette di scegliere fin dall’inizio la compattazione e le quote giuste.
Se si vuole un prato
Per il prato serve un terreno soffice e uniforme, con struttura sufficiente a trattenere umidità e nutrienti ma senza ristagni. Dopo il livellamento si rastrella, si elimina ogni sasso e si semina nel periodo adatto, in genere inizio autunno o primavera. È importante lasciare assestare il terreno per qualche giorno, eventualmente con una leggera rullatura, prima di seminare.
Se si vuole una pavimentazione
Per vialetti, patii o cortili si realizza un vero pacchetto: fondo compattato, strato di fondazione in misto granulare, letto di posa e finitura. Il livellamento del terreno naturale è solo il primo livello di questo sistema. La pendenza finale della pavimentazione, di solito nell’ordine di pochi punti percentuali, va prevista già nel fondo, altrimenti il lavoro di finitura si complica. Se l’area deve essere permeabile, si possono scegliere materiali drenanti, che lasciano passare l’acqua verso gli strati sottostanti.
Se si vogliono aiuole, siepi e alberi
Qui si lavora con quote leggermente diverse: le aiuole possono essere sollevate o incassate, e vanno raccordate con le aree circostanti. Per gli alberi occorre garantire spazio e drenaggio alla zona radicale, evitando di coprire il colletto con troppa terra.
Se si vogliono recinzioni e strutture leggere
Per recinzioni, tettoie, casette da giardino o pergolati la regolarità del piano e la solidità del fondo contano molto. Prima di fissare i pali o gettare i plinti si definiscono le quote, e spesso si lavora insieme al capitolo muri e basamenti. Anche le sistemazioni esterne di cortili e giardini beneficiano molto di un piano di partenza ben fatto, perché evitano interventi correttivi su opere già finite.
Errori comuni da evitare nel livellamento di un giardino
Dopo anni di cantieri vediamo ripetersi gli stessi sbagli. Conoscerli aiuta a riconoscere un lavoro fatto bene e a evitare spiacevoli sorprese.
- Livellare senza misurare. Fidarsi dell’occhio porta a pendenze irregolari e ristagni. Gli strumenti di misura sono economici rispetto ai danni che evitano.
- Riempire con materiale non adatto. Macerie, terra con radici, residui organici o materiali eterogenei si decompongono o si assestano in modo disomogeneo, creando buche anni dopo.
- Non compattare per strati. Riportare molto materiale in un colpo solo e compattare solo la superficie lascia vuoti interni che cedono con la prima stagione piovosa.
- Dimenticare il drenaggio. Un giardino bello e piatto ma senza vie di scolo diventa una vasca dopo ogni temporale.
- Pendenza verso la casa. È l’errore più dannoso, perché porta umidità sulle murature e può provocare infiltrazioni in cantina.
- Mescolare terra vegetale e sottofondo. Si ottiene un prato povero e un fondo instabile, cioè il peggio dei due mondi.
- Non proteggere alberi e muri vicini. Scavi troppo vicini alle radici o alle fondazioni possono danneggiare piante e strutture preesistenti.
- Scegliere solo in base al prezzo più basso. Un preventivo che non prevede rilievo, compattazione e smaltimento del materiale in eccesso difficilmente è completo.
Segnali che indicano che il terreno ha bisogno di un intervento
Non sempre il bisogno di livellare nasce da un progetto. A volte è il giardino stesso a lanciare segnali che vale la pena ascoltare. Ecco i più frequenti e cosa possono significare.
Le pozzanghere persistenti per giorni dopo la pioggia indicano avvallamenti o fondo troppo compatto. Un prato con zone gialle e zone rigogliose in modo irregolare suggerisce differenze di drenaggio o di struttura. Un vialetto con lastre che si abbassano o si inclinano rivela che il sottofondo si è assestato in modo disomogeneo. Un’area che si impregna d’acqua vicino alla casa può essere il preludio di umidità nelle pareti. Un terreno che frana o scivola dopo temporali intensi richiede una valutazione immediata, anche da parte di un tecnico.
Se riconoscete uno di questi segnali, intervenire presto è quasi sempre più economico che aspettare. Un terreno che continua a cedere danneggia le opere costruite sopra e alla lunga costringe a rifare più cose insieme.
Tempi di lavoro e quando programmare l’intervento
I tempi dipendono da molte variabili: superficie, accessibilità, natura del terreno, quantità di materiale da spostare, presenza di ostacoli. Un piccolo giardino accessibile può essere sistemato in pochi giorni, mentre un’area più ampia o in pendenza richiede più settimane, soprattutto se comprende drenaggi, muri o pavimentazioni. Dare tempi precisi senza vedere il luogo non è serio: dopo il sopralluogo si può stimare un cronoprogramma realistico.
La stagione conta molto. Lavorare su un terreno bagnato, fangoso e pesante è difficile e può peggiorare la compattazione. I periodi più favorevoli sono tendenzialmente la tarda primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, quando il terreno è più asciutto. Se l’obiettivo è un prato, conviene organizzare il livellamento qualche settimana prima della semina, in modo che il suolo si assesti. In ogni caso, è meglio fermare i lavori nei giorni di pioggia intensa anziché forzare i tempi e compromettere la qualità.
Un altro aspetto organizzativo riguarda l’accesso e lo smaltimento. Quando c’è terra in eccesso, va previsto dove metterla o come trasportarla fuori dal cantiere, rispettando le norme sui rifiuti e sui materiali di scavo. Una buona impresa lo chiarisce già in fase di preventivo.
Come si valutano i costi senza cifre inventate
Ogni giardino è un caso a sé, e per questo diffidiamo dei prezzi dati a metro quadro senza aver visto il luogo. I fattori che incidono sul costo di un livellamento sono però abbastanza chiari. Contano la superficie e la differenza di quota da compensare, la quantità di materiale da asportare, da riportare o da smaltire, la facilità di accesso per i mezzi, la natura del terreno e la presenza di ostacoli come radici, macerie o roccia. Incidono anche i lavori accessori: drenaggi, muri di contenimento, demolizioni preliminari, compattazione specifica, ripristino di pavimentazioni o recinzioni.
Per confrontare più preventivi è utile verificare che descrivano le stesse lavorazioni: rilievo, scavo, riporto, compattazione, smaltimento, rifinitura. Un’offerta apparentemente conveniente che omette una di queste voci rischia di trasformarsi in costi aggiuntivi a lavori avviati. La trasparenza nelle voci è il miglior indicatore di serietà.
Domande frequenti sul livellamento del terreno in giardino
Quanto deve essere ripido un giardino per richiedere interventi particolari?
Non esiste una soglia unica. Pendenze lievi si gestiscono con un normale livellamento e con un buon sistema di scolo, mentre pendenze più marcate possono richiedere terrazzamenti, scarpate o muri di sostegno. Il sopralluogo è l’unico modo per capire quale approccio è adatto alla vostra situazione.
Si può livellare il terreno da soli?
Su superfici molto piccole e con pochi dislivelli è possibile intervenire con attrezzi manuali. Appena le quantità di terra crescono, o servono pendenze precise, compattazione e smaltimento, conviene affidarsi a professionisti con i mezzi adatti, perché gli errori di partenza si pagano a lungo.
Quanto tempo bisogna aspettare tra il livellamento e la semina o la posa?
Dipende dal tipo di riporto e dal meteo. Se il materiale è stato compattato correttamente per strati, bastano in genere pochi giorni o qualche settimana di assestamento, con eventuale leggera rullatura. Per riporti importanti è prudente attendere di più, controllando che non compaiano avvallamenti.
Il livellamento può risolvere i problemi di umidità vicino alla casa?
Può aiutare molto, perché una pendenza corretta allontana l’acqua dalle pareti. Se però l’umidità è già penetrata nelle murature, il solo livellamento non basta e vanno valutati interventi specifici di ripristino e drenaggio.
Serve un permesso per modificare le quote del giardino?
Per piccole sistemazioni private di norma non servono pratiche complesse, ma con modifiche rilevanti, muri di sostegno, aree vincolate o in forte pendenza è prudente verificare con il Comune e con un tecnico. Noi vi consigliamo come muovervi già in fase di sopralluogo.
Cosa si fa della terra in eccesso?
Dipende dalla qualità: la terra vegetale buona può essere riutilizzata nello stesso giardino o in altre aree, mentre il materiale in eccesso o misto a residui va smaltito secondo le norme. Chiarire questo punto nel preventivo evita sorprese.
Perché affidarsi a un’impresa con esperienza e conoscenza del territorio
Lavorare sul terreno richiede un insieme di competenze che si costruiscono negli anni: leggere il suolo, scegliere i materiali, usare i mezzi giusti in spazi difficili, coordinare le diverse lavorazioni. Impresa Edile Gariglio opera a Torino dal 1920, e oggi è guidata da Davide Gariglio, che ha raccolto il testimone dal padre Giovanni. Più di un secolo di cantieri significa conoscere le caratteristiche dei suoli torinesi, le abitudini costruttive dei vecchi edifici, le difficoltà di accesso dei cortili del centro e le particolarità della collina.
Questa esperienza si traduce in un modo di lavorare concreto: sopralluogo accurato, spiegazioni chiare, preventivo dettagliato e lavori eseguiti con attenzione ai dettagli. Il livellamento del terreno raramente è un intervento isolato: spesso si collega a opere murarie, demolizioni, sottofondi, drenaggi e sistemazioni esterne, e poter contare su un’unica impresa che coordina tutto semplifica tempi e responsabilità.
Se state pensando a un nuovo prato, a un cortile da rifare, a una pavimentazione o a un terreno che continua a dare problemi, il primo passo è parlarne. Potete descriverci la situazione e fissare un sopralluogo: guarderemo insieme l’area, ascolteremo le vostre esigenze e vi indicheremo la soluzione più adatta, senza impegno. Contattateci qui oppure chiamate il 351/6775931, scrivete a amministrazione@impresaedilegariglio.it o passate a trovarci in Via Agostino da Montefeltro 2, a Torino.