Per molte famiglie torinesi arriva un momento in cui il bagno di casa, quello usato per decenni senza pensarci, diventa improvvisamente un ostacolo. Un genitore anziano che fatica a scavalcare il bordo della vasca, una persona che dopo un intervento o un incidente si muove con il bastone o con la sedia a rotelle, un familiare che ha bisogno di assistenza quotidiana: in tutti questi casi il bagno senza barriere architettoniche a Torino non è un lusso, ma una necessità concreta che migliora la sicurezza e l’autonomia di chi lo usa e la tranquillità di chi gli sta accanto.
Il bagno è infatti l’ambiente più pericoloso della casa. Superfici bagnate e scivolose, spazi ridotti, dislivelli, sanitari troppo bassi o troppo alti: sono tutti fattori che trasformano un gesto banale come lavarsi o alzarsi dal water in un rischio di caduta. In questa guida spieghiamo, in modo pratico e senza tecnicismi inutili, come si progetta e si realizza un bagno accessibile e sicuro, quali lavori sono necessari, quali soluzioni esistono e a cosa fare attenzione prima di iniziare. Lo facciamo con l’esperienza di chi lavora nelle case di Torino da oltre un secolo e conosce bene le caratteristiche degli appartamenti della città, dai palazzi d’epoca ai condomini del dopoguerra.
Cosa significa davvero “bagno senza barriere”
Quando si parla di bagno senza barriere architettoniche si intende un ambiente progettato in modo che possa essere utilizzato in autonomia e in sicurezza da persone con esigenze diverse: anziani, persone con mobilità ridotta, chi usa un deambulatore o una carrozzina, ma anche genitori con bambini piccoli o persone temporaneamente infortunate. Non si tratta quindi di un “bagno per disabili” dall’aspetto ospedaliero, come spesso si immagina, ma di un bagno ben pensato, comodo per tutti e piacevole da vivere.
Le caratteristiche principali sono sempre le stesse: assenza di dislivelli e gradini, spazi di manovra sufficienti, doccia a pavimento al posto della vasca, sanitari alla giusta altezza, pavimenti antiscivolo, maniglioni e appoggi nei punti giusti, porte che si aprono senza ingombrare e illuminazione adeguata. Ogni elemento da solo aiuta, ma è l’insieme progettato con criterio a fare la differenza.
È importante capire fin dall’inizio che non esiste un bagno accessibile identico per tutti. Una persona anziana ancora autonoma ha esigenze diverse da chi usa stabilmente la carrozzina; chi ha difficoltà di equilibrio ha bisogno di appigli, mentre chi ha limitazioni nelle braccia deve poter contare su rubinetti facili da azionare. Per questo il primo passo è sempre capire chi userà il bagno, oggi e in prospettiva futura.
Perché intervenire prima che serva: pensare al futuro
Un errore frequente è aspettare di avere un problema urgente per decidere di intervenire. Quando un familiare torna a casa dall’ospedale con una nuova difficoltà motoria, i tempi per sistemare il bagno diventano stretti, le scelte vengono fatte di fretta e spesso si ripiega su soluzioni provvisorie. Chi invece ragiona con anticipo può scegliere con calma materiali, layout e finiture, e magari approfittare di una ristrutturazione già in programma per inserire quegli accorgimenti che renderanno il bagno adatto anche tra dieci o vent’anni.
Progettare in ottica “per sempre” significa prevedere, ad esempio, una doccia a filo pavimento anche se oggi non è indispensabile, rinforzare le pareti dove un domani potrebbero servire dei sostegni, scegliere una porta con apertura adeguata. Sono scelte che oggi costano poco di più o nulla, mentre rifarle in seguito comporta nuove demolizioni e nuovi disagi.
Le barriere più comuni nei bagni delle case torinesi
Molte abitazioni di Torino hanno bagni piccoli, spesso ricavati in epoche in cui non si pensava all’accessibilità. Conoscere i problemi tipici aiuta a capire da dove partire.
La vasca da bagno
È la barriera numero uno. Scavalcare il bordo richiede equilibrio, forza nelle gambe e capacità di sollevare un piede da terra mentre il pavimento è bagnato: per un anziano è una delle situazioni a più alto rischio di caduta. La vasca, inoltre, rende quasi impossibile l’aiuto di un assistente e non è utilizzabile da chi si muove in carrozzina.
I dislivelli e i gradini
Soglie rialzate, gradini all’ingresso del bagno, piatti doccia alti: anche pochi centimetri possono fare inciampare chi cammina con passo incerto e bloccare del tutto una carrozzina. Nei vecchi stabili è comune trovare piccoli salti di quota dovuti al passaggio delle tubazioni o a sottofondi stratificati nel tempo.
Gli spazi troppo stretti
Un deambulatore o una sedia a rotelle hanno bisogno di spazio per entrare, girarsi e avvicinarsi ai sanitari. Nei bagni di pochi metri quadrati, con sanitari ravvicinati e porta che si apre verso l’interno, muoversi è difficile anche per chi non ha problemi.
Sanitari, rubinetti e comandi
Un water troppo basso costringe a sforzi per rialzarsi; un lavabo non accessibile impedisce di usarlo da seduti; rubinetti a manopola sono difficili da azionare per chi ha artrosi alle mani. Sono dettagli che pesano molto nell’uso quotidiano.
Pavimenti scivolosi e scarsa illuminazione
Piastrelle lucide, tappetini che scivolano, luci troppo deboli o mal posizionate completano il quadro dei rischi. Spesso basta intervenire su questi aspetti per ridurre sensibilmente il pericolo.
La doccia a pavimento: il cuore dell’intervento
Se c’è un unico lavoro che trasforma un bagno ordinario in un bagno accessibile, è la sostituzione della vasca con una doccia a filo pavimento. Eliminare il gradino significa poter entrare camminando, con il deambulatore o in carrozzina, senza alcun ostacolo. Ma è anche il lavoro più delicato dal punto di vista tecnico, perché richiede di intervenire sul pavimento, sugli scarichi e sull’impermeabilizzazione.
Le fasi del lavoro, passo per passo
Una trasformazione ben fatta segue una sequenza precisa. Saltare un passaggio o eseguirlo in fretta è la causa principale dei problemi che si manifestano dopo qualche mese, come infiltrazioni o ristagni d’acqua.
- Sopralluogo e rilievo. Si misura il bagno, si verifica la posizione degli scarichi, lo spessore del pavimento, la presenza di impianti nascosti e si valuta se è possibile ottenere la pendenza necessaria. È il momento in cui si decide se il progetto è fattibile così com’è o se servono adattamenti.
- Rimozione della vasca e del rivestimento. Si smontano la vasca e i sanitari e si demoliscono le parti di pavimento e rivestimento interessate. Questa fase va gestita con attenzione per non danneggiare i locali vicini e per smaltire correttamente le macerie.
- Adeguamento degli scarichi. Lo scarico della doccia a pavimento deve avere una pendenza adeguata verso il pozzetto o la canalina. Se l’altezza disponibile è poca, si valutano scarichi a basso spessore o si lavora sulla quota del sottofondo.
- Nuovo sottofondo con pendenze. Si realizza il massetto con la pendenza corretta verso lo scarico, in genere pochi punti percentuali, sufficienti a far defluire l’acqua senza che la pendenza si avverta camminando.
- Impermeabilizzazione. È la fase più importante e quella che non si vede a lavoro finito. Si applicano guaine o membrane impermeabili sul fondo e sulle pareti della zona doccia, con sigillatura accurata di angoli, giunti e scarico.
- Posa del rivestimento. Si posano piastrelle o altri materiali antiscivolo, curando le fughe e i raccordi con il resto del pavimento.
- Montaggio di sanitari, box e accessori. Si installano rubinetteria, soffione, sedile ribaltabile, maniglioni e, se previsto, il box doccia o la tenda.
- Collaudo. Prima di consegnare si controlla il deflusso dell’acqua, la tenuta delle giunzioni e il corretto funzionamento di tutti gli elementi.
Perché l’impermeabilizzazione non va mai trascurata
In una doccia a pavimento l’acqua non ha un bordo che la contenga: se la tenuta non è perfetta, l’umidità può raggiungere il massetto, le pareti e persino l’appartamento sottostante, con danni costosi e rapporti difficili con i vicini. Per questo ogni intervento serio prevede un sistema di impermeabilizzazione eseguita a regola d’arte, con materiali adatti alle zone bagnate e posati rispettando i tempi di asciugatura.
Piatto doccia, doccia a filo pavimento o pavimento a pendenza: le alternative
Non sempre la situazione dell’appartamento consente la stessa soluzione. Ecco le principali opzioni, con vantaggi e limiti.
Piatto doccia extra-piatto
È un piatto di spessore ridotto, di pochi centimetri, che si installa con interventi più contenuti. Vantaggi: lavori rapidi, meno demolizioni, costi generalmente più bassi. Limiti: resta un piccolo gradino che, per una carrozzina o per chi ha forti difficoltà di equilibrio, può essere ancora un ostacolo. È una buona soluzione quando non è possibile abbassare il pavimento o quando l’esigenza è moderata.
Piatto doccia a filo pavimento
Il piatto viene incassato nel massetto in modo che la sua superficie sia alla stessa quota del pavimento. Il risultato è un ingresso completamente privo di dislivelli. Richiede però di intervenire sul sottofondo e sugli scarichi, quindi più lavoro edile, ma è la scelta che offre il miglior compromesso tra praticità e resa estetica.
Pavimento a pendenza con rivestimento continuo
In questo caso non c’è un piatto: l’intera zona doccia è parte del pavimento, rivestito con lo stesso materiale e con pendenza verso uno scarico a pozzetto o a canalina. È la soluzione più elegante e più flessibile, adatta a bagni di forme particolari, ma richiede massima precisione nelle pendenze e nell’impermeabilizzazione.
Scarico a canalina o a pozzetto centrale
La canalina lineare, posizionata lungo una parete, permette pendenze in una sola direzione e piastrelle di grande formato, ed è più semplice da pulire. Il pozzetto centrale richiede pendenze in più direzioni ma è più tradizionale e spesso più economico. La scelta dipende dalle dimensioni del locale e dal gusto personale.
Chi non può demolire: le soluzioni rapide
In alcuni casi, per esempio in affitto o quando non si vuole affrontare un cantiere completo, esistono soluzioni di sostituzione della vasca con una doccia in tempi brevi, con piatti su misura che sfruttano l’ingombro esistente. Sono interventi più leggeri, utili quando serve una risposta rapida, anche se non raggiungono il livello di accessibilità di una doccia completamente a filo pavimento.
Sanitari, lavabo e accessori: i dettagli che fanno la differenza
Una volta risolto il tema della doccia, gli altri elementi del bagno vanno ripensati con la stessa attenzione.
Il water
I sanitari sospesi permettono di regolare l’altezza del vaso in fase di installazione e liberano il pavimento, facilitando la pulizia e il passaggio della carrozzina. Un’altezza leggermente maggiore rispetto allo standard rende più facile sedersi e alzarsi. Il water deve avere lateralmente lo spazio per il trasferimento da una carrozzina o per l’aiuto di un assistente.
Il lavabo
Un lavabo accessibile deve poter essere raggiunto anche da seduti: serve quindi uno spazio libero sotto il piano, con sifone incassato o a scarico ridotto in modo da non urtare le gambe. Il rubinetto monocomando a leva, o con comando elettronico, è molto più semplice da usare di una coppia di manopole.
Maniglioni e appoggi
Maniglioni, corrimano e sedili ribaltabili sono gli elementi di sicurezza più utili, ma funzionano solo se fissati correttamente. Devono poter sopportare il peso di una persona che vi si aggrappa in caso di perdita di equilibrio, e per questo vanno ancorati a pareti solide o a rinforzi predisposti all’interno della parete. Qui il lavoro di muratura e cartongesso conta molto: se la parete è in cartongesso, vanno inseriti pannelli di rinforzo o profili dedicati prima della chiusura, altrimenti il maniglione rischia di strapparsi proprio quando serve.
Il sedile doccia
Il sedile ribaltabile a parete permette di lavarsi seduti, con minore fatica e minor rischio. Si abbina ad una doccetta con flessibile lungo e con un soffione a regolazione di altezza. Il comando miscelatore va collocato in posizione raggiungibile dal sedile, non solo in piedi.
Pavimenti antiscivolo e rivestimenti
La scelta del pavimento è fondamentale: servono materiali con adeguata resistenza allo scivolamento nelle zone bagnate, ma anche facili da pulire. Meglio evitare superfici troppo ruvide, difficili da mantenere, e superfici perfettamente lisce, pericolose da bagnate. Un buon compromesso è un gres con finitura antiscivolo di classe adatta, posato con fughe contenute. Il contrasto cromatico tra pavimento e pareti, e tra sanitari e rivestimenti, aiuta chi ha problemi di vista a orientarsi.
Spazi, porte e circolazione
Un bagno accessibile non è fatto soltanto di sanitari ben scelti: conta lo spazio in cui ci si muove. Per far girare una carrozzina serve un’area libera di diametro adeguato, e per far passare un deambulatore la porta deve avere una luce netta sufficiente. Nei bagni piccoli, tipici di molti appartamenti torinesi, si può spesso recuperare spazio con interventi mirati.
La porta
Una porta che si apre verso l’interno riduce lo spazio utile e, in caso di malore, può essere bloccata dal corpo della persona caduta, impedendo i soccorsi. Le alternative sono la porta che si apre verso l’esterno, la porta scorrevole a scomparsa o quella scorrevole esterna a muro. Il cambio di porta richiede spesso un intervento sul vano murario, con opere di muratura per allargare o spostare l’apertura e il successivo ripristino di intonaci e finiture.
Spostare o rimuovere tramezzi
Quando il bagno è troppo piccolo, a volte la soluzione è ampliarlo inglobando uno sgabuzzino o un corridoio adiacente. Queste modifiche richiedono di valutare se il muro è portante o divisorio: nei palazzi storici, i muri in mattoni pieni possono avere funzione strutturale anche quando sembrano semplici tramezzi. Ogni intervento va quindi preceduto da una verifica attenta e, se necessario, da un confronto con un tecnico abilitato.
Il collegamento con il resto della casa
Il bagno accessibile ha senso se anche il percorso per raggiungerlo lo è. Corridoi stretti, soglie e piccoli gradini tra le stanze vanno considerati nel progetto, perché ridurre le barriere in una stanza sola serve poco se il tragitto per arrivarci resta difficile.
I lavori edili collegati: cosa c’è dietro un bagno ben fatto
Un bagno senza barriere è il risultato di diverse lavorazioni che devono incastrarsi tra loro nell’ordine giusto. Conoscerle aiuta a capire tempi e complessità dell’intervento.
Demolizioni e smaltimento
Si comincia sempre dalla rimozione di quanto esiste: sanitari, rivestimenti, pavimento, a volte parti di tramezzo. Eseguire le demolizioni e rimozioni con metodo, proteggendo le parti comuni del condominio, e smaltire correttamente le macerie fa parte del lavoro e incide sul comfort di chi vive in casa durante il cantiere.
Sottofondi e massetti
Il nuovo piano di posa deve essere planare, solido e con le pendenze giuste. Realizzare un buon massetto con la quota corretta è l’operazione che permette di annullare il dislivello rispetto al corridoio. Maggiori informazioni sulle tecniche utilizzate si trovano nella nostra pagina dedicata a calcestruzzo e sottofondi.
Impianti idraulici ed elettrici
Lo spostamento di scarichi e tubazioni, l’aggiunta di prese vicino al lavabo, l’installazione di un campanello d’emergenza o di luci di cortesia sono interventi che si coordinano con il cantiere edile. Gli impianti vanno eseguiti da professionisti abilitati, con le relative certificazioni.
Intonaci e finiture
Dopo le opere murarie occorre ripristinare le pareti con intonaci adatti agli ambienti umidi, prima della posa dei rivestimenti o della tinteggiatura. Pareti piane e ben preparate evitano distacchi e rendono più duratura la finitura.
Rivestimenti, sanitari e finiture finali
Solo a questo punto si posano piastrelle, sanitari, rubinetteria e accessori. È la fase che il cliente vede, ma regge solo se tutto ciò che sta sotto è stato eseguito correttamente. Per un quadro complessivo, la sezione opere da bagno e cucina descrive l’insieme delle lavorazioni che seguiamo.
Quanto tempo serve e come si organizza il cantiere
I tempi dipendono dalla complessità: sostituire una vasca con una doccia in un bagno senza altre modifiche richiede meno giorni che rifare completamente il locale con spostamento di tramezzi e impianti. Come ordine di grandezza, si tratta in genere di una o più settimane di lavoro, a cui vanno aggiunti i tempi di asciugatura dei massetti e dell’impermeabilizzazione, che non si possono comprimere senza rischi.
Durante il cantiere il bagno non è utilizzabile. Se in casa vive una persona fragile, conviene programmare in anticipo come gestire quel periodo: appoggiarsi temporaneamente da parenti, organizzare servizi alternativi o scegliere un momento dell’anno in cui gli spostamenti sono più semplici. Un’impresa seria definisce un calendario chiaro e lo rispetta, avvertendo subito se emergono imprevisti.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il rapporto con il condominio. Rumori e polveri sono inevitabili, ed è buona norma informare l’amministratore e rispettare gli orari previsti dal regolamento condominiale e dalle norme comunali. Alcuni interventi, in particolare quelli che toccano scarichi collettivi o parti strutturali, possono richiedere comunicazioni formali.
Segnali di allarme ed errori comuni da evitare
Dopo tanti anni di cantieri, ci sono errori che vediamo ripetersi e che conviene conoscere prima di iniziare.
- Pendenza insufficiente. Una doccia a pavimento con pendenza troppo bassa lascia ristagni d’acqua; con pendenza eccessiva diventa scomoda da usare. Serve il giusto equilibrio, calcolato in base allo scarico.
- Impermeabilizzazione trascurata o affrettata. È l’errore più costoso: le conseguenze compaiono dopo mesi con macchie sul soffitto del vicino o muffa sulle pareti.
- Maniglioni fissati su pareti non rinforzate. Un appoggio che cede è peggio di nessun appoggio. Va sempre verificata la solidità del supporto.
- Pavimenti scelti solo per l’estetica. Una piastrella bellissima ma scivolosa da bagnata vanifica l’intero intervento.
- Spazi di manovra non verificati. Sanitari belli sulla carta ma troppo ravvicinati rendono il bagno inutilizzabile con una carrozzina.
- Nessuna verifica sull’impianto elettrico. In un ambiente umido le zone di sicurezza e le protezioni vanno rispettate con rigore.
- Decidere senza coinvolgere chi userà il bagno. L’esperienza diretta di chi ha difficoltà motorie vale più di qualsiasi schema: meglio ascoltarlo, e se possibile provare altezze e posizioni prima di fissare le scelte.
Sono invece segnali che indicano un bagno da sistemare con urgenza: scivolamenti o cadute anche lievi, fatica crescente a entrare nella vasca, necessità di aiuto per lavarsi, pavimento che trattiene l’acqua o che presenta cedimenti, presenza di muffa ricorrente nella zona doccia. Se uno di questi segnali compare, meglio non rimandare.
Detrazioni e agevolazioni: come informarsi
Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche possono rientrare in agevolazioni fiscali o contributi, la cui disponibilità, le aliquote e le condizioni cambiano nel tempo in base alle leggi di bilancio e ai bandi locali. Per questo non è corretto dare indicazioni generiche: prima di iniziare è sempre consigliabile verificare le regole in vigore con il proprio commercialista, con un CAF o con gli uffici competenti del Comune e della Regione. Un’impresa esperta può aiutare a documentare correttamente i lavori e a fornire la documentazione tecnica ed economica richiesta, ma la verifica dei requisiti spetta ai professionisti abilitati.
Conviene anche sapere che alcune pratiche edilizie, a seconda dell’entità dell’intervento, richiedono una comunicazione o un titolo abilitativo, e che nei condomini possono servire autorizzazioni specifiche. Un sopralluogo iniziale serve proprio a chiarire anche questi aspetti, prima che il cantiere cominci.
Come scegliere l’impresa giusta per il proprio bagno
Un bagno accessibile coinvolge muratura, idraulica, impermeabilizzazione, elettricità e finiture. Affidarsi a un unico referente che coordina tutte le fasi evita rimpalli di responsabilità, ritardi e sovrapposizioni. Alcuni criteri pratici per scegliere:
- un sopralluogo vero, con misure e verifiche sul posto, prima di parlare di preventivo;
- un preventivo scritto e dettagliato, che elenchi le lavorazioni incluse e quelle escluse;
- la chiarezza su tempi, fasi e gestione del cantiere, compresa la pulizia quotidiana;
- la disponibilità a spiegare le alternative con pro e contro, senza imporre una sola strada;
- referenze e lavori già realizzati in zona, verificabili.
Il sopralluogo è lo strumento più importante: permette di individuare i vincoli nascosti, come la posizione dei montanti condominiali, lo spessore reale dei solai o lo stato delle pareti. Per questo la fase iniziale dei sopralluoghi e lavori preliminari è quella in cui si evitano la maggior parte dei problemi successivi.
Come si formano i costi, senza sorprese
Non è serio indicare cifre senza aver visto il bagno, perché ogni intervento è diverso. Quello che si può spiegare sono i fattori che incidono sul costo complessivo: le dimensioni del locale; il tipo di soluzione scelta per la doccia, dal piatto extra-piatto alla doccia a pavimento completa; la necessità di spostare scarichi e impianti; la presenza di demolizioni importanti o di modifiche murarie; la qualità di sanitari, rubinetteria e rivestimenti; gli accessori di sicurezza; le condizioni dell’edificio e l’accessibilità del cantiere, per esempio la presenza o meno dell’ascensore per movimentare i materiali.
Un buon preventivo mette in evidenza queste voci e consente di decidere dove investire di più, per esempio sulla qualità dell’impermeabilizzazione, e dove risparmiare senza compromettere la sicurezza. Diffidare sempre di offerte molto più basse della media: spesso il risparmio è ottenuto proprio sulle lavorazioni nascoste.
Domande frequenti sul bagno senza barriere architettoniche
Si può trasformare una vasca in doccia senza rifare tutto il bagno?
Sì, in molti casi. A seconda delle condizioni si può sostituire solo la vasca con un piatto doccia extra-piatto o a filo pavimento, intervenendo sul pavimento della zona interessata e lasciando invariato il resto. Il sopralluogo serve a capire quale soluzione è compatibile con scarichi, quote e rivestimenti esistenti.
La doccia a filo pavimento è adatta anche a un bagno piccolo?
Spesso è proprio nei bagni piccoli che dà il massimo vantaggio, perché elimina l’ingombro della vasca e dà un senso di maggiore ampiezza. L’importante è verificare le pendenze possibili e curare l’impermeabilizzazione.
Quanto dura un cantiere per un bagno accessibile?
Dipende dalla complessità dell’intervento: per una semplice sostituzione vasca-doccia possono bastare alcuni giorni lavorativi più i tempi di asciugatura, mentre per un rifacimento completo con modifiche murarie e impianti servono più settimane. Un cronoprogramma chiaro, definito in anticipo, permette di organizzarsi.
Servono permessi o autorizzazioni?
Dipende dal tipo di lavori e dall’edificio. Gli interventi interni senza modifiche strutturali richiedono in genere procedure semplici, ma modifiche a muri, scarichi condominiali o prospetti possono richiedere comunicazioni o autorizzazioni. Nei condomini è sempre buona norma avvisare l’amministratore. Le regole precise vanno verificate caso per caso con un tecnico abilitato.
I maniglioni rovinano l’aspetto del bagno?
Non più. Oggi esistono maniglioni e corrimano dal design curato, in diverse finiture, che si integrano con la rubinetteria e con gli accessori. Alcuni sono anche portasciugamani o mensole, quindi svolgono più funzioni senza sembrare elementi “ospedalieri”.
Meglio un piatto doccia o il pavimento rivestito con pendenza?
Entrambe le soluzioni funzionano. Il piatto è più semplice da installare e da sostituire in futuro; il pavimento a pendenza offre una resa estetica continua e una maggiore libertà di forme, ma richiede un’esecuzione molto accurata. La scelta dipende da spazio, budget e gusti.
Come evitare infiltrazioni nell’appartamento sottostante?
Con un’impermeabilizzazione corretta, estesa a pavimento e pareti della zona doccia e risvoltata sugli angoli, con materiali adatti e tempi di posa rispettati. Un collaudo con prova di tenuta prima della posa del rivestimento è una garanzia ulteriore.
Dal 1920 nelle case di Torino: la nostra esperienza
L’Impresa Edile Gariglio opera a Torino dal 1920. Quattro generazioni di lavoro nei cantieri della città, oggi portato avanti da Davide Gariglio che ha raccolto il testimone dal padre Giovanni, ci hanno insegnato che ogni casa ha le sue particolarità e che le soluzioni migliori nascono dall’ascolto delle persone che la abitano. Per questo ogni bagno accessibile che realizziamo parte da un sopralluogo, da una chiacchierata sulle abitudini e sulle esigenze di chi lo userà, e da una proposta chiara che spiega alternative, tempi e fasi.
Se state pensando di trasformare il vostro bagno in uno spazio più sicuro e comodo, potete contare su un unico referente per le ristrutturazioni del bagno e per tutte le lavorazioni collegate: demolizioni, massetti, impermeabilizzazioni, muratura e finiture. Il modo migliore per cominciare è un sopralluogo senza impegno: ci si confronta sul posto, si valutano le soluzioni possibili e si definisce insieme il percorso più adatto.
Contattaci per un sopralluogo a Torino: compila il modulo nella pagina contatti, chiama il 351/6775931 o scrivi a amministrazione@impresaedilegariglio.it. Siamo in Via Agostino da Montefeltro 2, a Torino.